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Questa dashboard fornisce un’analisi dettagliata dei principali store online del settore food & grocery.

Attraverso un monitoraggio costante, aggiorniamo i dati relativi alle performance degli store, tra cui: stime delle visite, fonti di traffico e parametri socio-demografici del consumatore tipo.

analisi desk, ultimo aggiornamento: 30/06/2024

top store food & grocery: Esselunga, Bennet, EasyCoop, CosìComodo, Tigros.

GDO online: post Covid le performance sono in calo.

Le difficoltà logistiche connesse alla pandemia di Covid19 sono state la principale causa di sviluppo delle vendite online:

  • +133% visite agli store online dal 2019 al 2020
  • +23% visite agli store online dal 2019 al 2024

Dal 2022 l’interesse del consumatore è però diminuito: -24% tra le visite del 2021 e quelle del 2022, -26% tra le visite del 2022 e quelle del 2023. Ad oggi la crescita tra le visite del 2023 e quelle del 2024 registra il +0,7%.

La motivazione di questa tendenza negativa, che non trova riscontro in altri settori merceologici, è legata soprattutto a due motivazioni:

  • la resistenza al cambiamento del consumatore italiano (ancora radicato alla spesa presso il supermercato fisico);
  • la mancanza di Pure Player capaci di gestire un’offerta differente da quella dei punti vendita fisici (la GDO online ripropone – erroneamente – lo stesso modello commerciale applicato nel retail fisico.)

Analizzando i parametri qualitativi, nel 2024 i top store del segmento food&grocery hanno prodotto dei buoni risultati:

  1. media pagine/visita:  4,3 (nel 2023 -> 3,4)
  2. media tempo/visita: 8′ 34” (nel 2023 -> 13′ 55”)
  3. media frequenza rimbalzo: 51% (nel 2023 -> 59%)

Se il numero medio relativo alle visite agli store online è ancora limitato, i dati qualitativi indicano invece che il consumatore gestisce la spesa online in maniera approfondita.

Per gli acquisti online il consumatore non cambia insegna.

Il traffico direct, ovvero quello proveniente da utenti che digitano il nome dello store nella barra di ricerca di Google, evidenzia un elevato grado di fidelizzazione agli store online (online il consumatore sceglie la medesima insegna frequentata nel fisico). 
La percentuale di accessi da traffico paid evidenzia un utilizzo limitato degli strumenti di advertising (es: Google Ads).
I canali social non riescono a generare traffico verso gli store online; vanno quindi bene per generare awareness ma non per incrementare il sell-out.
Interessante l’utilizzo della newsletter (che genera un traffico medio del 3% verso gli store online.

La donna acquista di più ma la differenza con il pubblico maschile è minima.

La differenza tra il numero di uomini e quello delle donne che acquistano online è minima e tende a ridursi progressivamente.

Entrambi prediligono store con un ottimo assortimento, che applicano promozioni e che offrono una modalità di consegna veloce. Le promozioni devono essere semplici e dirette, niente fronzoli o complicazioni capaci di rallentare il processo d’acquisto.

La curva demografica è la medesima degli accessi al web, non ci sono quindi target elettivi particolarmente attratti dalla spesa online.

Il consumatore ha preso dimestichezza con le interfacce degli store online che utilizza in maniera sicura e veloce. Si trova infatti a suo agio sia navigando attraverso le categorie che utilizzando il motore di ricerca (strumenti che risultano complessi ai neofiti dell’e-commerce). Ha imparato ad ignorare i banner, selezionando solo quelli che propongono delle promozioni di cui percepisce immediatamente il vantaggio.

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